A Tshikapa, in Congo, il Diamante più prezioso è la scuola​

Tshikapa, con i suoi 600.000 abitanti, è una città nel sud ovest della Repubblica Democratica del Congo, la seconda per importanza della provincia del Kasai. La sua importanza si è accresciuta nel corso del XX secolo per lo sfruttamento delle miniere di diamanti che rimangono ancor oggi un’importante fonte di reddito, nonostante il fallimento della più importante compagnia estrattiva. L’unica compagnia rimasta ha garantito una timida ripresa a costo però di un forte degrado dei livelli di sicurezza, con gravi rischi per la salute e la vita dei minatori.

Oltre all’attività estrattiva, importanti fonti di reddito sono anche l’agricoltura, le attività artigianali informali e il commercio al dettaglio, soprattutto con l’Angola, il cui confine dista solo 140 km. In generale, le condizioni di vita di questa zona del Congo non sono facili – per due terzi al di sotto del livello di povertà – ma anche a causa delle significative perdite economiche subite dalla regione fin dagli anni ’90 del secolo scorso, aggravatesi nel tempo ed esacerbate dalle conseguenze della pandemia di Covid-19. La popolazione deve ancora affrontare la sfida dell’accesso al cibo, ai servizi sanitari, all’acqua potabile, all’alloggio, all’approvvigionamento energetico, all’istruzione in generale e in particolare alla formazione professionale e all’inserimento nel mercato del lavoro. 

Anche l’infrastruttura pubblica è estremamente carente.

  


UNA DIFFICILE SITUAZIONE SCOLASTICA

La situazione scolastica è particolarmente critica. Il tasso di alfabetizzazione complessiva della zona raggiunge soltanto una percentuale di circa il 47%, le infrastrutture scolastiche sono inadeguate e la qualità dell’istruzione è scarsa.

La maggior parte delle scuole della città sono costruite con fango e hanno tetti di paglia. Inoltre non sono sufficientemente attrezzate, tanto che gli alunni usano taniche da 5 litri, legno e pietre come banchi. Gli insegnanti non ricevono compensi adeguati e questo spesso li spinge a cercare altri lavori. La conseguenza è la chiusura di intere classi e l’accorpamento di più sezioni in un unico ambiente, arrivando ad avere classi anche con più di 100 alunni che seguono il corso con un solo insegnante.

Inoltre le scuole primarie sono concentrate nel centro cittadino con la conseguenza che i bambini che abitano nelle periferie hanno grosse difficoltà a raggiungere la scuola, dovendo percorrere a piedi fino a 5 km per andare e altrettanti per tornare, con tutti i rischi connessi.

Si crea così inevitabilmente una sorta di effetto domino con un crollo della qualità educativa, discontinuità nella frequenza scolastica ed elevata percentuale di abbandono scolastico.


 

IL PROGETTO DEI SALESIANI: UN NUOVO COMPLESSO SCOLASTICO

I Salesiani, presenti sul posto dal 2013, già portano un concreto contributo al miglioramento della situazione scolastico-educativa avendo aperto una scuola di formazione professionale nella periferia sud della città e lavorando alla costruzione di una seconda nella periferia nord. Ora, davanti alla disastrosa situazione delle scuole primarie, hanno messo in progetto l’edificazione di un nuovo complesso scolastico di circa 260 mq che contiene sei aule con tutti i servizi connessi.



GLI OBIETTIVI

1. Contribuire al rafforzamento delle opportunità di accesso a un’istruzione di base e una formazione di qualità 

per i bambini svantaggiati di età compresa tra i 6 e i 13 anni di Tshikapa.

2. Prevenire e contenere l’abbandono scolastico precoce.

3. Contribuire a prevenire e contrastare lo sfruttamento e il lavoro minorile.



I BENEFICIARI

Il principale gruppo di destinatari dell’azione progettuale è composto da bambini e bambine dai 6 ai 13 anni, provenienti da Tshikapa e dai dintorni rurali della città.

Nel dettaglio, i beneficiari diretti saranno 300 bambini (di cui tra il 30 e il 40% bambine), la maggior parte dei quali provenienti da famiglie economicamente svantaggiate. C’è poi un secondo gruppo che verrà supportato che è quello relativo agli insegnanti e ai formatori, perché lavorino al meglio con i bambini che verranno accolti e seguiti negli studi.

I beneficiari indiretti sono le famiglie dei bambini, per un totale di circa 2.400 persone, calcolando che in media i nuclei famigliari della zona sono composti da 8 membri (2 adulti e 6 bambini) ed hanno un reddito medio di 1 dollaro e mezzo al giorno. Si tratta pertanto di famiglie che vivono perlopiù di lavori informali o agricoltura di sussistenza e non hanno risorse da investire nell’istruzione dei figli.


Aiutiamo i missionari salesiani del Congo, in Kasai, a dare speranza ai più piccoli e a supportarli nello studio. 

Offriamo scuola e dignità ai bambini più svantaggiati, accompagnandoli verso l’istruzione e il diritto a una vita serena!

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